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ARTICOLI - 2° pagina


Articoli Guido Parente - 2° pagina

Articoli Guido Parente - 2° pagina - PranoterapiaeCampana Tibetana®

Nota bene

Nota bene - PranoterapiaeCampana Tibetana®

Elenco Articoli Guido Parente 2° pagina

Premetto che tutti i miei articoli sono stati Depositati in SIAE. pertanto possono essere citati, ma non modificati.

30.  Cristalloterapia e Chakra: la Riarmonizzazione 

31.  L'Artiglio del Diavolo 

32.  La FIBROMIALGIA, nell’approccio con la “Pranoterapia Vibrazionale®”  

33.  il BRUXISMO e il Metodo Pranoterapia e Massaggio Armonico Vibrazionale® 

34.  L’ANSIA trattata con Pranoterapia e Massaggio Armonico con le Campane Tibetane© 

35.  Gli ACUFENI trattati con Pranoterapia e Massaggio Armonico Campane Tibetane® 

36.  Il trattamento del “Morbo di Crohn” con la Pranoterapia 

37.  Domande sulla Pranoterapia 

38.  L'ARTRITE REUMATOIDE e la Pranoterapia Vibrazionale®

30) Cristalloterapia e Chakra: la Riarmonizzazione

30) Cristalloterapia e Chakra: la Riarmonizzazione - PranoterapiaeCampana Tibetana®

 

Cristalloterapia e Chakra: la Riarmonizzazione

Naturopata

Guido Parente

 

I chakra sono dei vortici di energia, legati ai pianeti e alle ghiandole endocrine, essi sono costituiti da materia eterica localizzata nell’aura, quindi al di fuori del corpo fisico.

I chakra sono dei trasformatori che hanno il compito di ridurre i tassi di frequenza ad alta vibrazione dell’energia universale, per adattarli al corpo umano.

I chakra, inoltre, funzionano come una sorta di spirale o vortice, in cui le energie ruotano in senso orario.

In maniera semplicistica, possiamo adattare dei cristalli ad ogni chakra in base al colore che lo contraddistingue:

  1. Chakra basale  - ghiandole surrenali – Pietra Rossa
  2. Chakra delle gonadi – ghiandole sessuali – Pietra Arancione
  3. Chakra del Plesso Solare – milza e pancreas e intestino – Pietra Gialla
  4. Chakra del Cuore – cuore, timo e polmoni – Pietra Verde
  5. Chakra della Gola – tiroide e paratiroide – Pietra Blu
  6. Chakra frontale- Terzo Occhio – ghiandola pituitaria – Pietra Indaco
  7. Chakra della Corona – ghiandola pineale – Pietra Bianca o Violetta

 

Il processo di Riarmonizzazione del corpo eterico attraverso i Cristalli, permette di ricreare l’equilibrio sfruttando l’energia con un tasso vibratorio più elevato o di potenza superiore, in genere questo processo ha un effetto transitorio, è inoltre necessario lasciare il tempo al corpo eterico del cliente di assimilare l’energia secondo i suoi ritmi.

Premetto che al fine di analizzare le energie in squilibrio o in equilibrio, utilizzerò un pendolo, che mi fornirà le indicazioni se quel chakra è aperto o chiuso.

Chiederò inoltre, al Maestro Interiore del cliente, l’autorizzazione per poter praticare la Riarmonizzazione.

Procederò poi alla Riarmonizzazione, ponendo il cliente in piedi di fronte a me, con dei movimenti delle mani aperte con le dita distese su ogni Chakra, posso utilizzare anche un quarzo bianco o uno Ialino o una Tormalina, tenuto con la punta rivolta verso il basso.

Effettuerò una seconda pulizia, facendo la cosiddetta spazzolatura del corpo eterico, con un cristallo di ametista.

Infine farò sdraiare il cliente su un lettino o un fouton e metterò su ogni chakra la pietra adatta che verranno tenute per circa 10-15 minuti.

Utilizzando la pietra del colore adatto, si possono superare le resistenze della vita, infatti alcune pietre posseggono un potere di irraggiamento dato dalla capacità di assorbire  e di trasformare la luce.

L’azione terapeutica delle pietre rientra nel gruppo delle terapie basate sull’informazione, quali la omeopatia, i rimedi floreali di Bach e l’Aromaterapia, caratterizzata, non dalla componente chimica, bensì dalla trasmissione di informazioni.

Sarà infatti il cristallo a trasmettere i nuovi codici di guarigione. Errate abitudini di vita, alimentazioni sbagliate, ingerimento di sostanze tossiche, pensieri negativi sconvolgono l’equilibrio interno del nostro corpo.

Dovremo, altresì inserire in questo meraviglioso processo di Riarmonizzazione degli elementi molto importanti, quali, il Respiro e il Pensiero Positivo, che contribuiranno a far vibrare i cristalli che utilizzeremo.

Al termine effettuerò un ulteriore controllo con il pendolo per vedere gli effetti del lavoro effettuato.

©2017 Guido Parente. SIAE 2017. All rights reserved

31) Artiglio del Diavolo

31) Artiglio del Diavolo - PranoterapiaeCampana Tibetana®

Artiglio del Diavolo

Harpagophytum procumbens  

 

Guido Parente

Naturopata

 

 

L’Artiglio del Diavolo è  una pianta originaria dell'Africa Sud-Occidentale ed in particolare nel deserto del Kalahari, nelle steppe della Namibia e nel Madagascar, ed è utilizzata tradizionalmente nella medicina africana da Boscimani, Ottentotti e Bantu, per curare le ferite e lenire i dolori articolari.

Deve il suo strano nome, agli uncini che spuntano dai frutti, che possono rappresentare una pericolosa trappola per i piccoli animali di passaggio.

 

Descrizione  

Il suo nome botanico è  Harpagophytum procumbens , il termine latino “procumbens” significa prostrato, posato a terra, ed è stato il primo ad essergli stato attribuito.

Il termine “Harpagophytum” indica invece la capacità della pianta di aggrapparsi.

Si caratterizza per i suoi fiori di colore rosso-violetto 

 

Proprietà medicinali dell’Artiglio del Diavolo

L’artiglio del diavolo è impiegato da secoli nella medicina tradizionale dei popoli sud-africani, per la cura di vari problemi del sistema osteo-articolari.

L'efficacia analgesica e anti-infiammatoria degli Harpagosidi contenuti nella radice sono ritenuti responsabili degli effetti analgesici e antipiretici della pianta.

 

Tra le sue peculiarità, annoveriamo:

  1. 1.      azione antidolorifica,  
  2. 2.      antinfiammatoria,  
  3. sciatica, 
  4. artrite,
  5.  artrosi 
  6.  antireumatica e spasmolitica, specialmente a livello muscolare e articolare  
  7. riduce l’assorbimento del colesterolo  
  8. tendiniti,
  9. osteoatrite,
  10. artrite reumatoide
  11. riduce gli edemi e il gonfiore degli arti

 

Come si utilizza

Premesso che gli effetti si manifestano dopo una settimana, ed è preferibile assumere il rimedio in modo ciclico in quanto, oltre i due mesi continuativi, può dare assuefazione e perdere la sua efficacia.

Gel, crema o unguento

L’artiglio del diavolo in crema è forse la formulazione più conosciuta e utilizzata; oggi è affiancata da gel e unguenti, a seconda delle preferenze.

Svolge un’azione topica e localizzata sulle parti infiammate o dolenti.

In generale, contiene una concentrazione del 10% circa di principio attivo.  

Ottima per i massaggi defatiganti dopo l’attività sportiva e in tutti i casi di piccoli traumi, va applicata almeno due volte a giorno.

 

Estratto secco

Si tratta della formulazione pronta, in capsule o compresse, ottima per nevralgie e dolori articolari che si può continuare finché la sintomatologia infiammatoria non scompare.

Ottimo per il contrastare il dolore muscolare, la posologia classica con cui si assume l’estratto secco di artiglio del diavolo è in capsule da 300 mg, 2-3 compresse a stomaco pieno per 10-15 giorni al mese, da ripetere il mese successivo se il dolore non passa.

 

Tintura madre

Si usa in alternativa a capsule o compresse e si può abbinare alle precedenti formulazioni locali per un’azione più estesa.

La tintura madre di artiglio del diavolo si assume allungata in poca acqua: 30 gocce due volte al giorno.

 

Decotto o infuso

L’artiglio del diavolo in infuso e decotto è adatto per contrastare emicrania, dolori mestruali e facilitare la digestione.

Per ottenere l’infuso, si lascia riposare per qualche minuto un cucchiaio raso di radice in polvere, in una tazza di acqua bollente, da bere due volte al giorno

Per preparare il decotto, bastano uno o due cucchiaini di radice sminuzzata per una tazza di acqua bollente, da lasciare in infusione per almeno 5 ore.

La bevanda ottenuta si assume due o tre volte al giorno

 

Controindicazioni

Si possono manifestare reazioni locali di tipo allergico, generalmente di rossore sulla pelle, che spariscono sospendendo l’applicazione.

Può interferire con alcune classi di farmaci: antinfiammatori cortisonici e non steroidei, anticoagulanti, antiaritmici.

È sconsigliato in caso di diabete, ipertensione, reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera gastrica o duodenale, gravidanza e allattamento.

In ogni caso è consigliabile consultare il proprio medico di base.

©2016 Guido Parente. SIAE 2016All rights reserved

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