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ARTICOLI - 4° pagina


62)La differenza tra I Bambini Indaco o indigo children e i Bambini di Cristallo

62)La differenza tra I Bambini Indaco o indigo children e i Bambini di Cristallo - PranoterapiaeCampana Tibetana®

La differenza tra  

I Bambini Indaco o indigo children e i Bambini di Cristallo  

 

 

I bambini indaco prendono il loro nome

dal colore blu dell'aura che li circonda.

Sono i bambini del futuro

con caratteristiche diverse dal comune,

speciali, hanno a che fare con la spiritualità.

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Guido PARENTE

Naturopata Psicosomatico

 

Ultimamente si parla molto dei bambini Indaco, tanto che persino la Rai, a Vojager, ha fatto un servizio su di loro.

 

Premetto che ci sono sempre stati degli esseri Indaco sulla Terra, detti anche Sentinelle o  Protettori Spirituali, la novità è che ora il loro numero sta lievitando.

 

Chi sono questi nuovi bambini indaco e per quale motivo li chiamano con tale nome?

 

Innanzi tutto, parliamo di una nuova generazione di bambini nata intorno agli anni ’60,  essi sarebbero dotati di tratti e capacità speciali o soprannaturali.

 

Vengono comunemente chiamati così perché attraverso una lettura del campo energetico che emettono appaiono appunto circondati di una luminosità color indaco, parliamo di persone particolari che hanno nella loro aura il colore indaco molto evidente.

 

L’Indaco è il colore blu scuro, blu marino.

Il fenomeno, descritto da alcuni autori già con riferimento agli anni sessanta, si sarebbe intensificato dagli anni ’90 in poi, cosa che, secondo le credenze New Age, preluderebbe all'imminente evoluzione dell'umanità preannunciata da tutte le correnti del pensiero New Age.

 

L'espressione "indigo children" è stata introdotta negli anni settanta dalla parapsicologa Nancy Ann Tappe, ma deve la sua popolarità grazie alla pubblicazione del libro  The Indigo Children di Lee Carroll e Jan Tober.

 

Sostanzialmente un Bambino Indaco è tale, se esibisce un nuovo e insolito insieme di attributi psicologici e adotta un modello di comportamento generalmente non documentato in precedenza.

 

 Questo modello include fattori unici comuni, che suggeriscono a coloro che interagiscono con questi bambini (in particolare i genitori), la necessità di cambiare il modo in cui li trattano e li educano, al fine di raggiungere un equilibrio.

Ignorare tali nuovi modelli comportamentali significa potenzialmente creare disequilibrio e frustrazione nelle menti di questi nuovi e preziosi esseri.  

 

Anni fa conobbi una persona che aveva un bambino indaco, mi parlò della grande difficoltà in Italia di trovare una scuola adatta a suo figlio, una scuola diversa per forma mentis, mi disse di averne trovata una dalle parti di Assisi, ove si usavano metodi di studio"alternativi", che utilizzano strumenti come musica, arte, danza e recitazione.

 

Questi esseri, sono dotati di menti evolute, molto coscienti di sé, con un grande senso di regalità e con sguardi molto profondi.

 

Secondo queste teorie, i bambini indaco si distinguono per le loro particolari capacità psichiche, essi sono creativi, hanno grandi capacità intellettive e tecnologiche, e un elevato senso della morale.

 

Sono bambini molto sensibili, empatici, riescono a percepire e a vivere le emozioni degli altri in maniera totalizzante.

 

Potremmo tranquillamente definirli degli spiriti liberi

 

Possiedono una marcata predisposizione alla spiritualità, alla sensitività e hanno attitudini paranormali come telepatia, chiaroveggenza

 

Spesso sanno cogliere i pensieri e le emozioni di chi li circonda

 

Sono ribelli nei confronti della disciplina e delle regole imposte e molto spesso sono bambini iperattivi.

 

A livello fisico  hanno uno sguardo molto penetrante.

 

Attualmente si parla, in realtà, di un’evoluzione ulteriore dei bambini indaco.

 

I nuovi nati vengono chiamati, Bambini Cristallo o arcobaleno ) e avrebbero caratteristiche diverse, anche se seguono la scia di chi li ha preceduti per favorire un cambiamento di rotta a livello mondiale, sono i nati dopo il 2000.

 

Sono più evoluti, pacifisti, vegani, possiedono inoltre, una grande capacità di comunicazione per insegnarci il valore dell'amore.

 

A livello fisico, hanno occhi molto grandi e penetranti.

 

Sono inclini al perdono, molto sensibili, tranquilli, comprensivi, accomodanti, spesso dotati di capacità extrasensoriali come i bambini indaco.

 

Possiamo definire i bambini di Cristallo, come dei piccoli saggi che riportano in auge la coscienza dell’amore universale.

 

Il loro compito trascende le religioni, essi non sono necessariamente cristiani, musulmani o protestanti, non professano nessun dogma ma diffondono il credo del cuore.

 

Guido Parente Naturopata

http://guidoparente.com

©2017 Guido Parente. All rights reserved

 

63) Chi è il Vampiro Energetico?

63) Chi è il Vampiro Energetico? - PranoterapiaeCampana Tibetana®

Chi è il Vampiro Energetico?

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Guido PARENTE

Naturopata Psicosomatico

 

Mai come in questo periodo, mi viene chiesto come potersi proteggere e comprendere chi siano questi famosi “vampiri energetici”.

Sono, a mio avviso, per la mia esperienza personale e da terapeuta, persone invidiose e rancorose  che si nutrono della nostra energia vitale, dei nostri pensieri positivi, della nostra pazienza e perché no? della nostra esagerata bontà.

Spesso si muovono in un territorio particolare, un territorio che inconsapevolmente siamo proprio noi a creare, nel voler sanare un bisogno di affetto, ci poniamo in maniera se vogliamo ingenua, quasi come se porgessimo la carotide ai canini del Vampiro!

Ben sappiamo che il mondo che ci circonda è composto da persone con infinite differenziazioni, sia positive che negative,  è quindi facile, trovare individui invidiosi e/o gelosi del successo altrui.

Questa tipologia di energia negativa, si trasforma spesso in aggressività esagerata, tempo fa leggevo un libro del monaco vietnamita Thich Nhat Hanh che parlava proprio di questo argomento, trasformare una energia negativo-aggressiva in positività.

A volte la tua gioia è la fonte del tuo sorriso,

ma spesso il tuo sorriso  può essere la fonte della tua gioia ”

THICH NHAT HANH

 

È ovvio che la prima cosa da fare è far tornare la luce e l’armonia nel nostro cuore, essere in pace con sé stessi, rende tutto più semplice.

 

Se nella nostra vita quotidiana possiamo sorridere,

se possiamo essere in pace e felici, non solo noi,

ma tutti ne trarranno giovamento.

Se noi sappiamo davvero come vivere,

quale miglior modo di iniziare la giornata che con un sorriso?

Il nostro sorriso afferma la nostra consapevolezza e determinazione

di vivere in pace e gioia.

La fonte di un vero sorriso è una mente attenta.”

THICH NHAT HANH

 

Madre Teresa di Calcutta diceva il mare è formato da tante piccole gocce di amore e positività,

Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all’oceano mancherebbe”, portare sorrisi ove vi è rabbia, portare la luce ove ci sono solo oscurità.

Uso spesso la frase: “attenzione a quelle persone che ti  vomitano addosso tutti i loro problemi”, porta rispetto a te stesso!

Queste persone sono i cosiddetti “vampiri energetici”, la loro energia negativa prima si annida nell’aura, poi si trasferisce al corpo, colpisce le cellule fisiche e diventa malattia.

Per questo è importante la pace nel nostro cuore e nella nostra mente.

È importante proteggere il nostro campo vibrazionale, la nostra aura con pensieri positivi, preghiere, richieste di protezione ai nostri Spiriti Guida.

Ricorda, che aiutare gli altri, non vuol dire "suicidati nel farlo!", ma bensì porta rispetto, in primis a te stesso e poi aiuta le altre persone nel loro percorso di vita.

Guido Parente Naturopata

http://guidoparente.com

©2017 Guido Parente. All rights reserved

 

64) La Bioenergetica: il distacco tra mente e corpo

64) La Bioenergetica:  il distacco tra mente e corpo - PranoterapiaeCampana Tibetana®

La Bioenergetica:

il distacco tra mente e corpo

 

Naturopata

Guido Parente

 

Ultimamente, come Naturopata e operatore Bioenergetico, vedo che c’è stato un singolare aumento dei miei trattamenti su diverse persone con problematiche psico-somatiche di un certo rilievo, è incredibile come nel 2017, si senta sempre di più la solitudine, la mancanza del contatto umano, dell’abbraccio, di una carezza.

Situazioni e comportamenti di vita stressanti vanno ad incidere su zone corporee, bloccando vuoi la respirazione, vuoi il collegamento tra la parte alta e la parte bassa del nostro corpo, come ci insegna Wilhelm Reich, parlando dei blocchi corporei psicosomatici, della cosiddetta “corazza muscolare” o “caratteriale”; Reich condusse diversi esperimenti per sbloccare le tensioni muscolari psicosomatiche, ritenendo che una terapia della mente non potesse prescindere da una cura del corpo

Il suo grande allievo, Alexander Lowen, riprese le teorie del suo maestro e trasse il suo metodo Bioenergetico, cercando tramite esercizi di movimentazione del corpo di riportare l’omeostasi e la giusta energia in tutti i distretti corporei.

Quando parliamo di individuo depresso, parliamo di una persona che si sente privata della sua energia, una persona che non ha l’energia per muoversi, per ragionare, per affrontare la vita.

La depressione, si manifesta nella diminuzione di tutte le varie funzioni energetiche: respirazione, appetito, funzioni sessuali, inadeguatezza nei rapporti umani verso i figli e verso i colleghi di lavoro.

A mio avviso non possiamo parlare di energia, se non affrontiamo il concetto di scarico dell’energia esausta, vale a dire dell’energia che ha esaurito il suo compito, pertanto abbiamo la necessità di disperdere, equilibrare e riassumere nuova energia che potrà aiutarci a svolgere tutte le normali funzioni di vita.

Per iniziare è necessario ritornare ad un modo di respirare corretto, spesso in individui depressi il respiro si fa “corto”, la postura stessa del corpo, tende ad essere “incurvata, ingobbita”, in altri termini in protezione. Tornare ad un respiro  corretto vuol dire  darsi un valore, darsi un rispetto.

Quando vediamo la vita in una maniera di soddisfazione, il nostro corpo si raddrizza, lo sguardo si fa vivo, lucido, i pensieri diventano corretti, la nostra camminata diventa dinamica e fluida.

Quando il piacere ritorna padrone del nostro organismo e della nostra mente, vi è una maggiore attività metabolica che si trasmette in una respirazione più profonda e distesa.

Ovviamente il livello energetico di una persona non aumenterà solo attraverso la respirazione, sicuramente,  accudendo  il “nostro bambino/a  interno”,  potranno esserci delle abreazioni, degli sblocchi emotivi che con il pianto,  faranno tornare alla memoria episodi tristi e amari, con il superamento di tali blocchi psicosomatici, avverrà una liberazione ed il respiro tornerà libero.

E’ chiaro che vi sono diverse causalità e livelli di sofferenza, ma a mio avviso la bioenergetica non credo possa risolvere tutte le problematiche, ma è certamente di valido sussidio nella liberazione emotiva di molte di esse.

Mi trovo perfettamente in accordo con Lowen quando dice ”il punto debole della tecnica psicoanalitica sta nel fatto che il suo tentativo di aiutare il paziente ad elaborare i conflitti emotivi ignora il corpo”.

Il corpo se unito alla mente, non subirà blocchi, diversamente, individui che devono affrontare dinamiche comportamentali importanti, spesso “staccano il corpo” dalla testa pensante o non.

Questo scollamento, porta ad una recisione del cordone ombelicale, ad una dis-connessione tra la mente ed il corpo.

Avere un corpo vivo è  percepire,  sentirsi vivo, vibrante, eccitato.

Comprendere il linguaggio del corpo, può essere di grande aiuto per l’operatore olistico, decodificando parti silenti o bloccate che si riferiranno in chiave psicosomatica a momenti di vita.

Chiarendo quali possano essere tali dinamiche, ad esempio problematiche sentimentali, di abbandono, oppure di ansia da prestazione a livello sessuale e/o lavorativo, diffidenza verso l’ambiente esterno, difficoltà nei rapporti con i figli, senso di fallimento, etc.

Spesso sento parlare di deprivazione del contatto umano, del desiderio di ricevere una carezza, un abbraccio, cose se vogliamo, molto naturali, molte persone lo desiderano, ma hanno il tabù del contatto fisico per via di associazione sessuali, spesso derivanti da mentalità retrograde o da genitori anaffettivi.

Il tocco da parte del terapeuta, ovviamente e sottolineo ovviamente, è un tocco che non deve trasmettere sessualità, ma aiuto, mai tradire la fiducia di chi si affida a noi.

In ultima analisi, i piedi.

L’aver seguito un secondo master di Riflessologia Plantare con il maestro Luigi Dragonetti, ha ampliato la mia conoscenza sul significato che Lowen dà al concetto di “Grounding” essere piantato con i piedi per terra.

Seguire il flusso dei nostri pensieri ci può portare ad una instabilità di equilibrio nello stare in piedi, il piede piatto, il piede troppo arcuato, il desiderio di un maggiore contatto con Madre Terra o un allontanamento con la stessa.

Incredibile come veramente sia tutto connesso, il Grounding bioenergetico, la stabilità e i segnali per meglio comprendere  il nostro corpo.

I piedi rappresentano le nostre radici, il nostro contatto primario con la madre, ma essi rappresentano anche un mezzo di movimento da un posto ad un altro, stabilità non deve diventare sinonimo di morte, anzi di movimento della vita.

Tensione e scarico.

Per questo consiglio sempre ai miei clienti, come Naturopata e Operatore Bioenergetico, gli esercizi di Bioenergetica di Lowen, attraverso essi, il corpo si riunisce al pensiero, non ne è più separato, disunito, ma ognuno di loro vive in connessione riportando la vita.

Guido Parente Naturopata

http://guidoparente.com

©2017 Guido Parente. All rights reserved

 

 

 

 

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