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ARTICOLI - 7° pagina


ARTICOLI - PAGINA 7

ARTICOLI  - PAGINA 7 - PranoterapiaeCampana Tibetana®

Elenco Articoli Guido Parente 7° pagina

    Premetto che

tutti i miei articoli sono stati Depositati in SIAE.

Pertanto possono essere citati, ma non modificati.

 

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79. La Selenite

 

80. Olio essenziale di Melissa

 

81. La Radiestesia

 

82. Riflessologia Plantare Thailandese o Massaggio Thailandese del Piede

 

 

 

79) La Selenite

79) La Selenite - PranoterapiaeCampana Tibetana®

Selenite

Σεληνη

 

Guido Parente

Naturopata

 

 

La Selenite deve il suo termine dal greco " σεληνη" letteralmente "pietra di Luna", dal nome della Dea greca della Luna, Selene, essa  attiva l’energia femminile ed è spesso usata per connettersi e comunicare con il Divino.

Promuove flessibilità, concentrazione, chiarezza mentale, aiuta a prendere decisioni, favorisce stabilità emotiva e aiuta a non identificarsi con le proprie emozioni.

Viene considerata uno strumento utile per i guaritori, perché permette di vedere all'interno di una situazione o del corpo con l'intento di portare serenità ed armonia, aiuta a vedere in maniera complessiva il sistema di luce di una persona e le forme pensiero nel corpo aurico.

Aiuta a ritrovare l'equilibrio dopo uno stress emotivo.

Fra tutti i cristalli conosciuti, la selenite,  è tra quelli che hanno una maggiore capacità di metterci in contatto con il regno angelico e con i propri spiriti guida nonché protettori divini, è rappresentata dall’efficacia con la quale essa migliori lo svilupparsi di capacità telepatiche, tra due individui che hanno un modo di pensare simile tra loro.

  

Descrizione 

Appartenendo alla famiglia dei gessi, la Selenite è una pietra fragile (nella scala Mohs che classifica la durezza dei minerali è un 2), infatti, si può facilmente spezzare o sfaldare e si scioglie a contatto con l’acqua.

Gli antichi Romani la chiamavano lapis specularis, cioè “pietra-specchio“, per via della sua trasparenza e luminosità, e la utilizzavano al posto del vetro per specchi e finestre.

La selenite è una pietra incolore ma, se impura, può essere di diversi colori, in base alle tracce di minerali in essa contenuta, possiamo avere selenite di colore giallo, bronzo, azzurro, rosa, marrone, rossa o grigia, in genere, i cristalli assumono una forma piatta, allungata e generalmente sono prismatici; la selenite pura può essere descritta come vitrea, semi-trasparente e traslucida. 

In Italia è localizzata sia  nel territorio emiliano-romagnolo,  che in Sicilia. 

Nel mondo, troviamo cave di Selenite in Spagna, in Tunisia, a Cipro, in Turchia e in Messico, ove si trova la cava più importante al mondo, la Cave of the Crystal o Giant Crystal Cave.

In questa cava è stato rinvenuto il cristallo di selenite più grande del mondo, della dimensione di  12 metri di altezza e 4 larghezza, e del peso approssimativo di  50 tonnellate.

 

Composizione

La selenite è una particolare varietà di gesso cristallino (gesso secondario), chimicamente solfato di calcio biidrato (CaSO4·2H2O), che ha la particolarità di depositarsi in strati. Si trova in natura in forma di scaglie, trasparenti traslucide che vengono attraversate dalla luce. (Wikipedia)

Inclusa nella famiglia dei feldspati, è un minerale stratificato; si trova nei colori delle pallide tonalità dell'arcobaleno come rosa, azzurro, verde o in un bianco luminoso.

Somiglia superficialmente alla calcite.

 

Cristalloterapia

La selenite è considerata la pietra del cambiamento.

In passato era spesso usata come bacchetta magica per facilitare il trasporto le proprie intenzioni per il Sé Superiore o l'Universo. 


La pietra selenite è la pietra della tranquillità, dona una vibrazione molto alta, ed è capace di infondere chiarezza mentale e un profondo senso di pace interiore, fornendo la flessibilità alla nostra natura e forza per le nostre decisioni importanti.

La selenite è una pietra che ben si accompagna ad un lavoro spirituale intenso, specie in meditazione.
Può essere di aiuto nella comunicazione al passato con antenati, e spiriti guida.

Durante l’era medioevale invece la pietra era strettamente legata a livello della simbologia alla luna e il suo potere cambiava anche in corrispondenza delle fasi lunari in quel momento.

Selenite e 7° chakra 

La Selenite è innanzitutto una pietra connessa alla vibrazione del settimo chakra dell’aura umana, il  chakra, il chakra della corona, che si trova nel bregma.

L’attivazione di questo chakra ci permette di collegarci al flusso di energia proveniente dall’Universo,  il settimo chakra, ci connette al nostro Sé superiore, che condivide le informazioni con il resto dell’Universo e con l’energia di luce e amore.

Oltre a essere una pietra per l’attivazione del settimo chakra, la Selenite è anche una pietra che offre protezione. 

Posizionandola vicino alle finestre o negli angoli delle stanze, purifica e protegge l’ambiente e chi ci abita dalle energie negative.

Si può utilizzare anche per purificare gli altri cristalli: basta appoggiarli su una bacchetta di Selenite per qualche ora, e questa antica pietra provvederà a dissolvere le energie accumulate, ripulendo dalle energie negative e statiche il cristallo proprio come farebbe una drusa di Ametista.

La selenite è conosciuta come pietra dal potere tranquillizzante e purificante, tanto che si pensa che sia in grado di allontanare dagli ambienti le energie negative.

Al tempo dell’antica Roma, in presenza di tagli, ferite o piccole piaghe, i romani la cospargevano sulla parte interessata perché, grazie alle sue proprietà, la selenite era in grado di disinfettare e far rimarginare più rapidamente le lacerazioni.

Le donne, alle quali sin dal passato questa pietra è stata abbinata, la utilizzavano come cipria per imbellettarsi.

La selenite come oggetto di design 

Come la lampada di sale, con la sua luce tenue e rilassante dona agli ambienti un’atmosfera di calma e serenità, questi oggetti sono ideali per chi ama la meditazione, ma anche per chi desidera lasciarsi trasportare dalla positiva energia emanata da questo cristallo.

A seconda della composizione e della purezza del cristallo, queste lampade possono avere una luminosità, che può variare dalle tonalità del bianco a quelle del giallo.

Inoltre, possiamo definirle dei complementi d’arredo, esse si diversificano anche per la loro forma e per la loro dimensione, i profili più classici e diffusi sono però senza dubbio quelli a forma conica, cilindrica e spiraliforme (con una lampadina al suo interno), ma possiamo trovarne anche a forma di bacchetta, di grattacielo, burattata.

Controindicazioni

Fare attenzione: si scioglie a contatto con l’acqua.

 

Guido Parente   Naturopata e Cristalloterapeuta

©2019 Guido Parente. SIAE 2019. All rights reserved

81) Olio essenziale di Melissa

81) Olio essenziale di Melissa - PranoterapiaeCampana Tibetana®

Olio essenziale di Melissa

Melissa officinalis

 

Guido Parente

Naturopata

 

 

Il nome della Melissa vera (μέλισσα, «ape») per la mitologia greca, deriva dalla ninfa che avrebbe creato l'arte dell'apicoltura, colui che ha scoperto la Melissa è Joseph Pitton de Tournefort, un botanico francese.

Per le  sue proprietà antispasmodiche e antinfiammatorie, e agli oli essenziali che contiene, la melissa è utilizzata nella cura di molti disturbi,  è conosciuta per le sue proprietà calmanti e sedative, per questo viene utilizzata per calmare l'ansia e diminuire la tensione dovuta a periodi di stress, che spesso compromettono anche il riposo causando insonnia, di ottimo utilizzo per le proprietà cognitive per chi studia.

Il suo aroma agrumato è inconfondibile, è dovuto alla presenza di oli e terpeni come il citrale, il gerianiolo, il limonene, il citronellale, che lo rendono simile a quello di agrumi come il limone e il cedro, e a quello della citronella, con la quale condivide molti di questi oli essenziali.

 

A livello storico, sappiamo che è stata introdotta nella medicina come rimedio moralmente esilarante e confortatore dei nervi, Galeno e Paracelso la consigliavano nella mania e nei disturbi psichici. Serapio narrava che alleviava le inquietudini e tristezze del cervello e principalmente quelle prodotte dalla malinconia.

 

Nel mondo Arabo, era tenuta in grande considerazione: il medico Avicenna già nell’XI secolo attribuiva alla specie “la meravigliosa proprietà di rallegrare e confortare il cuore”. 

 

I Carmelitani Scalzi, nel 1611, avevano inventato l'Alcolato di Melissa, o “Acqua di Melissa”, che utilizzavano principalmente per le sue proprietà antispasmodiche, e questo era un rimedio popolare, a
 cui facevano ricorso tutte le classi sociali nei momenti critici della loro vita (dal mal di denti, alle sincopi, alle crisi di nervi ecc.).

 

Vi sono alcuni che attribuiscono a questa pianta, proprietà magiche: la melissa è considerata un talismano d'amore capace di attirare o richiamare rapporti amorosi, mantenendoli costanti nel tempo.

 

 

 

Descrizione   

La Melissa una piccola pianta perenne erbacea aromatica dai delicati fiori labiati appartenente alla famiglia delle Lamiacee.

In Italia la troviamo, in modo discontinuo, su tutto il territorio, spesso coltivata in siepi e giardini per il suo odore agrumato molto gradevole.

Cresce spontaneamente nell'Europa meridionale e nell'Asia occidentale,  la troviamo  in Francia (tutti i dipartimenti alpini), in Svizzera (cantoni Ticino e Grigioni), in Austria (Länder del Vorarlberg, Tirolo Settentrionale, Salisburgo, Carinzia e Austria Inferiore) e in Slovenia.

 

Curiosità

La melissa in altre lingue è chiamata nei seguenti modi:

(DE) Zitronen-Melisse

(FR) Mélisse officinale

(EN) Lemon Balm

 

Proprietà chimiche

ü  Olio essenziale (citrale, citronellale e cariofillene);

ü  Flavonoidi (quercetina, apigenina).

ü  Sostanze amare;

ü  Derivati dell'acido caffeico e clorogenico;

ü  Acido rosmarinico;

ü  Triterpeni;

ü  Polisaccaridi;

ü  Mucillagini;

ü  Glicosidi.

 Proprietà medicinali dell'Olio di Melissa

L’Olio essenziale che deriva dalle foglie della Melissa, viene utilizzato per:

  1. negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico.
  2. dolori mestruali,
  3. nevralgie,
  4. disturbi della digestione,
  5. tosse,
  6. nausea,
  7. flatulenza
  8. crampi addominali
  9. colite,
  10. fame nervosa,
  11. palpitazioni,
  12. vertigini,
  13. sintomatologia di natura psicosomatica
  14. mal di testa, quando è causato da tensione nervosa,
  15. lenisce e decongestiona la pelle sensibile
  16. carminativa,
  17. coleretica,
  18. eupeptica-stomachica,
  19. ansiolitico,
  20. insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale,
  21.  tachicardia su base funzionale.

In particolare, per quelle forme di insonnia, causate da pensieri circolari, agitazioni, ansie, stanchezza eccessiva e tensione, la melissa è rimedio di grande aiuto.

 

Vi sono anche effetti miorilassanti, infatti, gli effetti benefici della melissa, si riflettono anche sulla muscolatura liscia, con azione spasmolitica e distensiva, calma il nervosismo muscolare da stanchezza e sovraeccitazione.

 

L'acido rosmarinico è  anche il responsabile dell'attività antivirale che la melissa esercita sull'Herpes simplex virus, inoltre, recentemente, sono stati svolti studi per indagare sulle potenziali proprietà antitumorali della melissa, ed è emerso che l'estratto idro-alcolico di melissa è capace di inibire la proliferazione di alcuni tipi di cellule maligne, in particolar modo quelle appartenenti a tumori ormono-dipendenti.

 

Tra i suoi innumerevoli impieghi è usata:

v repellente nei confronti degli insetti,

v balsamico (in forma di olio o di tisana),

v antibatterico.

 

Ha inoltre una buona capacità di ridurre gli stress ossidativi e gli effetti di un’esposizione contenuta ma costante alle radiazioni: in molti ospedali è somministrata regolarmente agli staff di radiologia.

 

Utilizzo per capacità cognitive e nello studio

Tra i vari studi ed esperimenti svolti sulla Melissa, riguardanti  il suo utilizzo, si è verificato che oltre ad indurre una auto-percezione di calma, nei volontari sono stati riscontrati aumenti dell’accuratezza dell’attenzionemiglioramenti della memoria secondaria e di specifiche aree della memoria a breve termine, specie per la “working memory”, direttamente collegata alla visione e al dover prendere decisioni, soprattutto riguardo al comportamento, e quindi di grande validità di utilizzo con vaporizzatori per studenti e lavoratori.

 

I metaboliti della melissa vanno ad attivare specifici ricettori della corteccia frontale, definiti nicotinici e muscarinici, e più alta è la dose di melissa assunta, più evidenti sono i miglioramenti delle performance cognitive da essa indotti.

 

 

Controindicazioni

 

La Melissa viene controindicata per i soggetti che soffrono di ipotiroidismo o affetti da glaucoma perché può aumentare la pressione endoculare.

 In caso di assunzione eccessiva, la melissa può determinare, causando ansia e agitazione.

 Inoltre, si sconsiglia l’uso anche in gravidanza e durante l’allattamento. 

Guido Parente   Naturopata

©2019 Guido Parente. SIAE 2019. All rights reserved

82) La Radiestesia

82) La Radiestesia - PranoterapiaeCampana Tibetana®

 

Cos'è la Radiestesia

 

Guido Parente

Naturopata

 

 

La parola "Radiestesia" deriva dall'unione di due parole, raggio dal latino "radius", e l'altra greca lαἴσϑησις (âisthēsis) percezione, ed indica l'azione di percepire un raggio, il termine Radiestesia  è stato coniato da padre Bouly alla fine dell’800

La Radiestesia, ha origini molto antiche, può peraltro essere considerata la discendente della Rabdomanzia, che è uno dei sistemi antichi che l’uomo ha usato per entrare in contatto con le forze della natura e a d utilizzarle per scopi benefici.

Per il famoso radiestesista italiano, padre Bortoneil fenomeno radiestesico, consisterebbe in

una interazione tra le radiazioni emesse dall’oggetto in studio e particolari centri recettori esistenti nell’organismo dell’operatore. Lo stimolo fisico, prodotto da queste radiazioni sulla cute  e sugli organi di senso, tradotto in stimolo elettrico, dall’apparato nervoso, agisce sui centri cerebrali , che, a loro volta, agiscono sui muscoli dell’operatore. Inconsciamente, egli aziona il pendolo, che funge così da rilevatore della microattività neuromuscolare".

(Fernando Bortone, “la radiestesia applicata alla medicina”, ed. Vannini).


La radiestesia è quella pratica che, mediante la captazione dell'irradiazione che ogni corpo o sostanza emette, consente di scoprire corpi o sostanze nascoste, di conoscere l'ubicazione, l'entità, la natura, la specie e la qualità e l'influenza che esercitano gli uni sugli altri.

Tutti i corpi, secondo queste teorie, emanano  radiazioni che si possono percepire e segnalare attraverso l'uso di particolari mezzi o strumenti.

 

 Storia della Radiestesia

 

A carattere storico, sappiamo da reperti, scritti ed iscrizioni, che era usata ad esempio,  in   Cina nel periodo del 2500 a.C., nello stesso periodo  tra il 2200 ed il 2500 a.C.  nell'area normanna e bretone,vi sono reperti trovati appartenenti al popolo Celta, o da pendoli rinvenuti in piramidi egizie, essa era normalmente utilizzata, infine andando ancora più a  ritroso nel tempo, sono state rinvenute in grotte preistoriche, figure umane intente ad usare la classica forcella.

Mosè, viene invitato a percuotere da Dio (Bibbia) la verga sulla roccia per far sgorgare acqua allo scopo di fissetare il popolo di Israele durante l’esodo.

Cicerone, fu grato agli Etruschi per aver insegnato ai Romani, l’arte della rabdomanzia, la leggenda narra che Romolo abbia consultato un rabdomante etrusco per trovare il luogo adatto per far sorgere la città di Roma.

Nel periodo Medievale, la radiestesia ebbe un periodo di flessione, poiché veniva attribuito un potere stregonesco e magico.

Dal XVII secolo, la Radiestesia, soprattutto in Francia iniziò ad essere utilizzata sia da sacerdoti, che da ingegneri per analizzare punti geo-patogeni delle abitazioni, e anche attualmente essa è utilizzata dalla forza pubblica come mezzo di ricerca e di indagine.

Nella Chiesa Cattolica, diversi missionari che operano in africa, utilizzano la Radiestesia per ricercare fonti d’acqua per la popolazione povera.

 

Come funziona?

Il radiestesista è la persona che pratica la radiestesia,  è un operatore olistico, e deve dunque limitare la sua opera alla ricerca della malattia, senza fare diagnosi e/o consigliare farmaci.

Per la radiestesia gli strumenti principe, sono il pendolo,  o il  bio-tensore che è una sottile bacchetta di acciaio con un anello nella parte terminale e permette di determinare lo stato di salute di un essere umano, ma anche di trovare elementi naturali come l'acqua e i minerali, di essere quindi utile in vari campi, dall'agricoltura all'ecologia , o la piastra da Stick tattile.

Inoltre di grande ausilio nelle ricerche radiestesiche è l’uso di particolari quadranti o ventagli, fogli sui quali sono riportate tutte le possibili risposte per quella specifica indagine

Si possono utilizzare diversi tipi di Pendoli, che dovrebbero avere un peso tra i 20 e i 40 grammi, liberamente sospesi ad un filo e liberi di oscillare e girare.

I più usati sono:

  1. pendolo Karnak
  2. pendolo Osiride
  3. pendolo Iside
  4. pendolo Ptah
  5. pendolo Mermet

Operando sul corpo eterico, fatto di energie pure e luce, è possibile grazie alla radiestesia comprendere, prevenire ed eventualmente trattare la malattia.

I maestri yogi insegnano che nel corpo eterico si riconoscono molti centri energetici i più importanti dei quali sono i 7 chakra, che sono situati lungo l'asse della colonna vertebrale e che sono "vortici di energia", si tratta la base della colonna vertebrale, l'ombelico, la milza, il cuore, la gola, le sopracciglia, l'estremità del capo.

Servendosi di una mappa che li rappresenta, si fa scorrere il pendolo o lo strumento utilizzato su ognuno di essi.

Se il chakra è funzionante ed aperto nel modo giusto, il moto dello strumento, secondo la convenzione mentale stabilita, è verso destra, gira o si muoverà in senso contrario se il chakra rivela disarmonie.

Un arresto del pendolo indica la chiusura del chakra esaminato.

L'esame del corpo eterico è importante, perché le malattie si rivelano prima sul piano eterico e poi su quello fisico, ciò permette di prevenire ed orientarsi su un trattamento appropriato.

Un operatore dotato di esperienza e sensibilità può esaminare una persona anche a migliaia di chilometri di distanza, in mancanza del soggetto su cui si compie la ricerca tramite l’uso di oggetti appartenenti a al cliente definiti “Testimone”,  giungendo talvolta a comprendere con una notevole precisione non soltanto il punto esatto della malattia, ma anche la natura della patologia.

 

Quali disturbi/disagi tratta la radiestesia?

Tutte gli elementi che vanno a disturbare e distorcere il corretto equilibrio energetico umano, sono indagabili per mezzo della radiestesia.

Essa si applica all’indagine, solitamente preventiva, sullo stato di salute di una persona, al fine di stabilire il suo livello vitale, il corretto funzionamento dei suoi chakra, lo stato di salute dei suoi organi, le sue allergie e intolleranze, la sua interazione corpo-mente, le difficoltà psicosomatiche, la natura e l’origine dei suoi disturbi, per poi valutare quali possono essere i rimedi più adatti.

 La radiestesia è una scienza affascinante, i campi a cui porta i suoi contributi sono moltissimi, tra cui:

  1. scoperta di sorgenti o corsi d’acqua sotterranei
  2. scoperta di giacimenti minerali solidi, gassosi, liquidi
  3. ricerche archeologiche
  4. ricerca di corpi scomparsi
  5. ricerca di cose nascoste
  6. studio del terreno agrario con relativi concimi e coltivazioni
  7. analisi di un corpo qualsiasi
  8. indicazione orientamento di case, stanze e mobili
  9. indicazione di malattie su persone e animali
  10. indicazione delle terapie per le malattie
  11. diagnosi sulla foto di un ammalato
  12. misurazione del grado di intelligenza
  13. scoperta delle attitudini professionali
  14. misura del grado di perfezione spirituale
  15. prova del valore di preziosi
  16. stabilire la sopravvivenza di una persona scomparsa 

Guido Parente – Naturopata, Pranoterapeuta Vibrazionale, Counselor in fieri.

©2019 Guido Parente. All rights reserved 

 

Professione Disciplinata ai sensi della legge 14 gennaio 2013 n. 4

 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22)

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